giovedì 23 aprile 2009

SESSUALITÀ, INNAMORAMENTO E SCIENZA: INCOMPATIBILITÀ?

Di questo argomento si possono dire tantissime cose e raccontare su diversissimi fatti. Quando però si parla di sessualità uno degli argomenti più nobili e innocenti a cui si può pensare è l'innamoramento. Dato che però questa è una rubrica scientifica non vorremmo dilungarci troppo in elogi e parole gentili ma provare a razionalizzare il fenomeno. Certo è che provare a spiegare con formule matematiche uno dei fenomeni più irrazionali e inspiegabili della psiche umana è proprio da presuntuosi, per ciò provate a prenderlo come un gioco, una prova; considerate questo articolo assolutamente privo di valore scientifico perchè non ci sentiamo in grado di prenderci una così grande responsabilità.


Cercando di analizzare qualcosa la prima azione da fare è provare a darne una definizione che la sintetizzi per poi svilupparla sulla base di quest'ultima. Utilizzando come fonte di ogni sapere il sito guru dell'informazione (Wiki) troviamo un piccolo trafiletto di due righe che recita


L'innamoramento è un complesso di sentimenti e di comportamenti proprio degli esseri umani caratterizzato dal forte coinvolgimento emotivo associato a un'intensa attrazione sessuale”.


Innanzitutto dice che si ttratta di un complesso di sentimenti, quindi è possibile analizzarlo, scomporlo, e per ciò tentiamo di vedere da cosa è caratterizzato e di analizzare a loro volta tutto ciò. Coinvolgimento emotivo è un altro concetto così astratto e ampio che prende in considerazione di nuovo altri elementi in cui la scienza probabilmente non ha ancora i mezzi per addentrarsi che sono appunto le emozioni. Queste però sono già qualcosa di più concreto e reale de “l'amore” e possono essere spiegate attraverso dei processi chimici che, a differenza di quanto si pensasse nel passato non avvengono nel cuore ma nei livelli più nobili (secondo la concezione aristotelica dell'anima) della nostra psiche: nel cervello. Nonostante avvenga a livello celebrale l'emozione non è controllabile in quanto la maggior parte di essa si concentra nel talamo, che fa parte di quella zona encefalica che controlla i processi involontari. Quando un informazione particolare come una scena, un odore, una voce o una qualsiasi altra cosa che potrebbe colpirci (emotivamente) ci raggiunge stimola il talamo che mette in funzione a sua volta l'amigdala con un processo endocrino in grado di mettere in allerta l'organismo. Questo provoca appunto un aumento della frequenza di battito cardiaca, un incremetno della sudorazione, aumento della respirazione. Insomma l'organismo quando riceve emozioni belle o brutte che siano si prepara a qualcosa, come prima di una lotta. In effetti se qualcuno si è almeno preso mai una cotta ci si accorge che questi fenomeni si presentano quando succede qualcosa che riguarda la persona in questione. Ma a qusto punto sarebbe lecito chiedersi quali sono le emozioni che enttrano in gioco e più precsamoente quali sono gli ormoni che il talamo ordina di liberare. Ebbene, cercando sulla fonte della saggezza (Internet) abbiamo riscontrato che il responsabile di tutto ciò sarebbe un ormone: la feniletilamina. Questo ormone agisce sull'organismo stimolando il rilascio di dopamina che stimola la sensazione di piacere dovuta alla soddisfazione di fame, sete e necessità sessuali (si può dire o ci censurate?). Questo ormone è responsabile dunque di quella parte del nostro desiderio di rivedere dunque quella persona. Il nostro organismo ha memorizzato come piacevole l'incontro con questa, e cercherà di ripetere l'evento in modo da stimolare i neuroni. La feniletilamina poi, più legata ai cambiamenti fisici, stimola anche la produzione di noradrenalina, un ormone simile all'adrenalina, che appunto eccita l'organismo e lo prepara a qualcosa di fisicamente importante.


Ora ci chiediamo perchè mai tutto ciò serva ai fini dell'innamoramento, ma io dico solo che la risposta la fornisce Darwin. Evidentemente queste serie di processi psico chimici sono stati valutati dalla selezione naturale i migliori. Chi non ne era provvisto evidentemente non si innamorava e, essendo l'innamoramento la causa prima della riproduzione non era in grado di trasmettere i propri geni a una futura generazione. È oltremodo evidente che quindi questa parte dell'uomo (inteso come specie) è quella ancora più legata all'istinto di sopravvivenza, quella più animalesca. In particolare nella nostra modestissima opinione potremmo ritenere che la produzione di adrenalina sia legata soprattutto nei maschi alla lotta per il possesso della femmina, e chissà che ancora adesso nella fase di corteggiamento questi ormoni non siano ancora utili.


Un altro ormone strettamente legato all'innamoramento è l'ossitocina, questo in particolare sugli aspetti più sessuali. A livello celebrale serve infatti a fissare nella memoria i ricordi legati alle emozioni. A livello fisico invece stimola l'incontro sessuale e ne invoglia la ricerca. In particolare nell'uomo è responsabile della cosiddetta pausa che segue l'atto sessuale in quanto i livelli di questo ormone sono così alti che ha un effetto opposto sull'organismo e inibisce l'eccitamento; in compenso però rilassa e provoca effetti benefici sulla fase REM del sonno che segue.


ADESSO LA DOMANDA CRUCIALE CHE VI TRAUMATIZZERÀ...INNAMORATI È PER SEMPRE?


La risposta è NO.. o per lo meno essendo tutto ciò causato da ormoni che agiscono sul corpo come delle specie di droge questo si abituerà alla loro azione ed essendone assuefatto non risponderà più agli stimoli come prima..quest'assuefazione può variare dai 18 mesi ai 4 anni se si è molto fortunati. Se questo scombussolamento del cervello non viene quindi convertito dalla parte più profonda del nostro cervello in Amore , un concetto invece più razionale, l'innamoramento (o cotta pesante) svanirà pian piano e l'altra persona non ci farà più alcun effetto. Se state progettando un matrimonio vi consiglio di tenere conto di questo fattore e di agire prima che l'effetto ossitocina, feniletilamina svanisca.

Ribadendo il concetto espresso all'inizio dell'articolo vi consiglio di non tenere troppo conto delle informazioni qua scritte e di sentirvi liberi di considerare questo articolo come un azzardo nei meandri del cervello umano.


SE IN AMERICA


“Se in America il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia, o da riporto”.

Così Marco Travaglio, famoso giornalista allievo del grande Indro Montanelli qualche anno fa sintetizzava aforisticamente la funzione del giornalismo in Italia. Se includiamo nel giornalismo anche la televisione questo fatto è ancora più evidente. E' palese che non esistono più testate giornalistiche politicamente imparziali. Tutte prima o poi si sono schierate da un lato o dall'altro e non solo riguardo a un tema come sarebbe giusto che fosse ma riguardo a tutta la politica.

E' forse uno dei grandi mali italiani questa mancanza di informazione imparziale, fomentata ancora di più dal fatto che la TV è molto più presente nella nostra vita rispetto ai giornali tanto quanto questa è ancor più politicamente condizionata.
Ormai l'unico mezzo d'informazione imparziale sembra essere rimasto internet, non perché su esso scrivano persone imparziali ma perché la sua versatilità e la sua ampiezza di contenuti ci consentono di ottenere le informazioni in modo diretto e vario. Le notizie ormai prima di passare dai pareri dei giornalisti vengono pubblicate su internet e la pluralità delle persone che le commentano ci consente di avere una così ampia divergenza fra le varie opinioni in grado di creare una sorta di imparzialità del punto di vista.
Inoltre la velocità di internet ci consente di verificare subito se le fonti citate in una notizia sono vere e di confrontarle con altri dati.

Per fare ciò bisogna essere un po' invogliati a farlo e forse la passività della televisione è ancora troppo comoda per essere sconfitta dai “news-searcher” ma davvero è l'unico modo per pensare col proprio cervello e sviluppare una sorta di senso critico.

Per concludere ricordiamo uno dei più grandi oppositori al giornalismo di parte, di cui si è già detto prima: Indro Montanelli. Forse qualcuno lo conosce, ma comunque si celebra fra poco il centenario della sua nascita ed è doveroso ricordarlo come esempio di giornalismo imparziale. Dopo un passato da giovane fascista per poi passare all'antifascismo fu assunto nel '46 al corriere della sera, uno dei pochi giornali italiani che ancora oggi forse si astiene da una dichiarata posizione politica. Dopo diversi anni però la redazione del corriere di allora passa in mano alla sinistra e Montanelli, un po' sdegnato si licenzia per fondare “Il Giornale” insieme ad altri giornalisti contrari all'informazione di parte. Il Giornale prese subito piede fra le testate giornalistiche che allora si dividevano fra quelle schierate a sinistra e quelle borghesi. Tendenzialmente di destra come orientamento politico Montanelli però sviluppò nel suo quotidiano una visione esterna dei fatti riuscendo a trasmettere opinioni mai totalmente schierate. Nel '77 però i finanziamenti fornitigli dalla Montedison finirono e Indro trovò un finanziatore in Berlusconi, imprenditore milanese. Il giornale continuò la sua linea di imparzialità fino a quando il finanziatore nel '93 si gettò in politica, chiedendo al direttore del suo giornale di appoggiarlo. Indro però si rifiutò categoricamente e dopo essersi licenziato fondò “La Voce” che ebbe però, nonostante giornalisti allora giovani come Beppe Severgnini Peter Gomez, Marco Travaglio, ebbe un obiettivo troppo grande e fallì. Un'altro importante gesto che egli fece per sottrarsi alla parzialità fu quello di rifiutare la carica di senatore a vita.

Spero che prendendo esempio da Uomini come questo l'Italia possa tornare a sviluppare un giornalismo critico e sensato, che però ormai sembra esistere solo nei blog di alcuni virtuosi e fra le pagine di qualche quotidiano di cronaca locale...